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Jun Kazama (風間準 Kazama Jun) è un personaggio introdotto in Tekken 2. è la madre di Jin Kazama, avuto dopo una relazione amorosa con Kazuya Mishima. Jun è attualmente considerata "dispersa" ed non è più apparsa nei capitoli ufficiali.

PersonalitàModifica

Jun Kazama è una donna buona dotata di poteri angelici e benevoli, in grado di reprimere il diavolo negli individui afflitti dal Gene del Diavolo. Viene descritta da Kazuya come "misteriosa" e pura, che desidera soltanto aiutare le persone in difficoltà, ed una passione per la natura.

Jun vide la bontà nel cuore di Kazuya, immersa nella corruzione di Devil ed ha fatto la sua missione in Tekken 2 di salvarlo da quella malvagità che rischiava di distruggere il buono dentro di lui.

La sua abilità nel reprimere il gene del diavolo viene mostrato nel suo finale in Tekken 2 e nella posa di vittoria in coppia con Devil Jin, dove lei alza la mano mentre lui si dirige verso di lei, all'improvviso si ferma, calmando la furia di Devil Jin.

Jun sembrava fidarsi di Heihachi, in quanto ha istruito Jin che nel caso qualcosa fosse successo a lei, di andare da lui.

Jin è molto legato a lei, in quanto è stato cresciuto ed addestrato da lei nelle arti Kazama e dopo l'assalto da Ogre, Jin ha giurato vendetta per vendicare la sua amata madre. Nel finale di Jin in TTT2, il dolore per aver perso nuovamente la madre tra le sue braccia è così forte che lancia un'onda d'urto mentre grida, trasformandosi in Devil Jin e continuando a urlare in preda al dolore e alla rabbia, continuando nel finale di Devil Jin, dove Jun appare nello spazio dove ella tocca Devil Jin facendolo cadere e risvegliare su una spiaggia, trasformato di nuovo nella forma umana.

Se messi in coppia in Tekken Tag Tournament 2, Jun sembra esprime delusione e sconforto verso Jin, per le azioni commesse in Tekken 6, chiedendogli se ha dimenticato ciò che le ha insegnato, anche se nella posa vittoria, i due si guardano mentre sono uno alle spalle dell'altro, sorridendo con affetto, indicando che nonostante tutto i due sono felici di riverdersi